Il progetto Games in Schools, realizzato da European Schoolnet, ha fatto emergere che l’80% degli insegnanti europei è interessato ad approfondire il potenziale pedagogico del videogioco. Commissionata dall’associazione europea degli editori di videogiochi ISFE, l’indagine è stata condotta tra aprile 2008 e aprile 2009, e si è svolta inviando un questionario a più di 500 insegnanti di tutta Europa. Le statistiche hanno indicato una diffusa dimestichezza da parte del corpo educativo con i sistemi di intrattenimento videoludico. Tra le cifre più significative: il 70% degli insegnanti intervistati ha introdotto l’uso dei videogiochi nelle classi, il 27% li ritiene in grado di aumentare la motivazione all’apprendimento degli studenti e il 13% li considera promotori di valori positivi. Da notare che i dati non si riferiscono solo ai titoli appartenenti al genere edutainment, ma anche ai prodotti di natura commerciale diffusi sul mercato. I risultati del test sono in forte antitesi con l’attitudine negativa nei confronti del mezzo in precedenza propugnata dal sistema scolastico, e si collocano infatti all’interno di una necessità diffusa di rinnovare il sistema scolastico e ripensare le convenzioni su cui si è finora basato. Lo studio è stato presentato lo scorso 5 maggio a Strasburgo presso il Consiglio d’Europa, di fronte al Commissario europeo per l’Educazione e la Cultura Jan Figel. L’Associazione Editori Software Videoludico Italiana AESVI ha commentato, per mezzo del Segretario Generale Thalita Malagò: “Il progetto Games in Schools dimostra come i videogiochi presentino un potenziale per l’educazione che solo in parte è oggi riconosciuto e sfruttato dalle agenzie educative, quali le famiglie e le scuole”.